Alle 3 di questa notte i pescherecci Lievetan e Tirpitz e la vongolara Big Man hanno lasciato il porto di Ancona per iniziare la battuta di pesca. Il pescato sarà destinato agli stand gastronomici del Co.Ge.Vo. Ancona al Porto Antico e in Piazza Cavour. A bordo nonni, figli, nipoti e perfino le fidanzate: una battuta di pesca che racconta il legame profondo della città con il mare.
ANCONA – La Festa del Mare 2026 è già cominciata. E non poteva che iniziare dal mare.
Questa notte, intorno alle 3.00, quando la città ancora dormiva, i pescherecci Lievetan e Tirpitz, appartenenti alla flotta dorica, insieme alla vongolara Big Man, hanno lasciato il porto di Ancona per una speciale battuta di pesca.
L’obiettivo è quello di portare a terra pesce fresco e vongole che nei prossimi giorni saranno preparati e serviti negli stand gastronomici organizzati dal Co.Ge.Vo. Ancona, in collaborazione con i pescatori anconetani, in occasione della Festa del Mare.
Ma quella partita nella notte non è stata soltanto una normale giornata di lavoro.
A bordo delle imbarcazioni si sono ritrovate diverse generazioni di pescatori: i nonni, che nel corso degli anni hanno lasciato progressivamente spazio ai figli, i nipoti che stanno raccogliendo il testimone delle famiglie marinare e persino alcune fidanzate, coinvolte in una giornata che ha assunto il sapore di una vera festa della comunità della pesca.
Un privilegio oggi riservato agli addetti ai lavori, ma che in un futuro non troppo lontano potrebbe essere aperto a tutti, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di vivere in prima persona l’esperienza della pesca, conoscere da vicino il lavoro dei pescatori e riscoprire il profondo legame tra Ancona e il suo mare, grazie al pescaturismo, tema cardine della Festa del mare 2026. Tutti insieme hanno partecipato alle operazioni di selezione, divisione e pulizia del pescato, preparando quanto sarà successivamente destinato agli stand gastronomici della manifestazione. Un’immagine che racconta forse meglio di tante parole cosa rappresenti ancora oggi il mare per Ancona: non soltanto un’attività economica, ma una tradizione che passa di generazione in generazione.
Ad attendere i pescatori al rientro anche l’assessore Angelo Eliantonio
Al rientro in porto, ad attendere le imbarcazioni e i pescatori c’era anche l’assessore Angelo Eliantonio, da sempre particolarmente legato alla Festa del Mare e alle iniziative che valorizzano il rapporto tra Ancona e il suo mare.
Una presenza non formale, ma che testimonia ancora una volta la vicinanza dell’Amministrazione comunale a una manifestazione profondamente sentita dalla città.
Eliantonio, anche in questa occasione, ha voluto essere presente in prima persona accanto ai pescatori, confermando quell’impegno e quella partecipazione che lo vedono sempre in prima linea per la sua città, soprattutto negli appuntamenti capaci di raccontarne l’identità, le tradizioni e il legame con il territorio.
La sua presenza all’arrivo delle imbarcazioni ha dato ulteriore valore simbolico a una giornata che rappresenta idealmente l’apertura della settimana della Festa del Mare.
Pesce appena pescato negli stand del Porto Antico e di Piazza Cavour
Il risultato del lavoro iniziato nel cuore della notte arriverà direttamente sulle tavole della Festa del Mare 2026.
Il pescato sarà infatti destinato ai due stand gastronomici allestiti dal Co.Ge.Vo. Ancona insieme ai pescatori del territorio, uno al Porto Antico e l’altro in Piazza Cavour.
Gli stand apriranno venerdì sera per la cena e resteranno operativi per tutto il fine settimana, a pranzo e a cena, offrendo ai visitatori la possibilità di assaggiare prodotti della pesca locale preparati direttamente da chi il mare lo vive e lo conosce ogni giorno.
Una formula che vuole accorciare ulteriormente la distanza tra pescatore e consumatore, mettendo al centro la freschezza del prodotto, la tradizione gastronomica marinara e soprattutto le persone che compongono la comunità della pesca anconetana.
Una festa identitaria prima ancora che gastronomica
La Festa del Mare di Ancona non è infatti soltanto uno dei principali appuntamenti popolari della città.
È una festa profondamente identitaria, nella quale si incontrano tradizione marinara, cultura, gastronomia e devozione religiosa.
Una ricorrenza che ogni anno rinnova il rapporto tra Ancona e il suo mare e che, per il comparto della pesca, assume quest’anno anche un particolare valore simbolico.
La manifestazione arriva infatti alla vigilia della ripartenza delle attività dopo il periodo di fermo: secondo il calendario previsto, dal 14 settembre torneranno in mare i pescatori, mentre per il comparto della pesca delle vongole la ripresa è prevista dal 1° ottobre.
La Festa del Mare diventa così anche una sorta di ideale benedizione e buon auspicio per la nuova stagione di pesca.
Prima della ripartenza, però, c’è una città da accogliere.
E i pescatori anconetani hanno deciso di farlo nel modo che conoscono meglio: uscendo in mare, pescando insieme e portando direttamente sulle tavole degli stand il frutto del proprio lavoro.
Dai nonni ai nipoti, passando per figli e nuove generazioni, quella iniziata alle tre di questa notte è stata molto più di una battuta di pesca.
È stata l’apertura simbolica della Festa del Mare 2026 e, soprattutto, il racconto di una tradizione che ad Ancona continua a navigare.