“Festival della Vongola” – Convegno apertura del 5 luglio 2024

“Festival della Vongola” – Convegno apertura del 5 luglio 2024

Il CoGeVo Ancona ha organizzato il “Festival della Vongola” con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche.

L’evento si è tenuto nei giorni 05/06/07 luglio 2024 presso il Varco sul mare (ex Ente fiera) nel Comune di Civitanova Marche (MC) con la finalità primaria di promuovere la pregiata risorsa vongola “Lupino” (Chamalea gallina) pescata dalle imprese aderenti al CoGeVo Ancona nel Compartimento marittimo di Ancona.

Nella giornata del 05 luglio 2024, alle ore 18:00, si è svolta l’apertura dell’evento che ha previsto anche un incontro con degli esperti del settore, i quali hanno trattato molteplici aspetti dell’attività di pesca delle vongole e della valorizzazione del prodotto.

È intervenuto alla serata del 5 luglio 2024 Jacopo Toccaceli, Capogruppo del Gruppo Consiliare FRATELLI D’ITALIA, che ha portato i saluti del Sindaco di Ancona Daniele Silvetti.

Taccaceli, inoltre, è stato il moderatore degli interventi della serata, il CoGeVo Ancona, infatti, ha ritenuto opportuno sfruttare le particolari doti comunicative dell’amico Jacopo.

 

Il CoGeVo Ancona ha organizzato il “Festival della Vongola” con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche.

L’evento si è tenuto nei giorni 05/06/07 luglio 2024 presso il Varco sul mare (ex Ente fiera) nel Comune di Civitanova Marche (MC) con la finalità primaria di promuovere la pregiata risorsa vongola “Lupino” (Chamalea gallina) pescata dalle imprese aderenti al CoGeVo Ancona nel Compartimento marittimo di Ancona.

Nella giornata del 05 luglio 2024, alle ore 18:00, si è svolta l’apertura dell’evento che ha previsto anche un incontro con degli esperti del settore, i quali hanno tratteranno molteplici aspetti dell’attività di pesca delle vongole e della valorizzazione del prodotto.

L’Assessore Francesco Caldaroni ha dato il via al Festival della Vongola con un appassionato intervento nel quale ha rimarcato la necessità di valorizzare la filiera ittica italiana a garanzia sia degli operatori del settore, sia dei consumatori finali.

Giacomo Mengoni, presidente del CoGeVo Ancona ha presentato l’attività del consorzio ed ha fornito interessanti nozioni sul mestiere del “vongolaro”, soprattutto cogliendo l’occasione per smentire false informazioni che spesso vengono pubblicizzate per screditare l’intero settore.

Giacomo Mengoni ha ringraziato l’Ass. Francesco Calderoni per aver permesso la realizzazione del festival ed ha promesso che questo è il primo di una lunga serie di eventi che si svolgeranno in tutti i territori del consorzio con particolare attenzione per Ancona e Senigallia.

 

Il Dott. Matteo De Carlo, Biologo del CoGeVo Ancona, ha colto l’occasione per delineare la funzione dei consorzi di gestione della pesca delle vongole ed ha proposto una rassegna dei progetti del consorzio in itinere.

Particolarmente apprezzato l’intervento della Dott.ssa Elena Andrenacci, nutrizionista di Porto San Giorgio, che ha sapientemente trattato importanti aspetti nutrizionali della vongola lupino (Chamelea gallina) esaltando il vantaggio di poter reperire tale prodotto da una filiera locale e controllata.

Il Dott. Silvano Bertini Dirigente del settore industria artigianato e credito della Regione Marche ha spiegato gli elementi essenziali della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 descrivendo i principali traccianti di innovazione che devono essere perseguiti per ottenere e mantenere un adeguato profilo di innovazione del settore agroalimentare ed ittico. Il Dirigente ha poi declinato i contenuti di tale strategia allo specifico contesto della filiera delle vongole.

Conclude la serie di interventi il Prof. Valerio Temperini del dipartimento DI.MA. (Dipartimento di Management) dell’Università Politecnica delle Marche. Il Prof. Valerio Temperini ha descritto il ruolo cardine delle strategie di marketing per la promozione del territorio e del prodotto locale. Ricordiamo che il dipartimento di management del Prof. Valerio Temperini collabora con il CoGeVo Ancona allo sviluppo di importanti attività di ricerca apportando il proprio know-how. L’occasione è stata particolarmente appropriata per parlare dei Corso in “Management per la Valorizzazione Sostenibile delle Aziende e delle Risorse Ittiche” che la Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’UnivPM ha avviato nella sede di San Benedetto del Tronto; corso che era già stato presentato il 27 aprile 2024 alla presenza del Ministro On. Francesco Lollobrigida.

Lo stesso ministro ha inviato un proprio delegato al “Festival della Vongola” patrocinato dal Comune di Civitanova Marche.

Protagonista indiscussa dell’evento rimane la vongola lupino (Chamelea gallina) del CoGeVo Ancona che è stata sapientemente valorizzata dallo chef Davide Curzi titolare del ristorante Adriatico di Sanbuchetto che ha realizzato delle preparazioni molto apprezzate dal pubblico.

Il CoGeVo Ancona ringrazia caldamente il Dott. Pier Franco Frabon del dipartimento DI.MA. (Dipartimento di Management) dell’Università Politecnica delle Marche per la fattiva collaborazione e per aver ideato il logo dell’evento e curato la grafica della locandina e l’amico Mario Barboni pescatore e fotografo di Civitanova Marche che ha realizzato il materiale fotografico e video.

Uno speciale ringraziamento, invece, viene rivolto ad Elisa Giacomucci, nostra preziosa risorsa, in quanto senza la sua dedizione al lavoro, precisione, fantasia ed attenzione per i particolari, l’evento non sarebbe stato possibile.

“Festival della Vongola” – 05/06/07 luglio 2024

“Festival della Vongola” – 05/06/07 luglio 2024

Il CoGeVo Ancona organizza il “Festival della Vongola” con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche.
L’evento che si terrà nei giorni 05/06/07 luglio 2024 presso il Varco sul mare (ex Ente fiera) nel Comune di Civitanova Marche (MC) è finalizzato a promuovere la pregiata risorsa vongola “Lupino” (Chamalea gallinapescata dalle imprese aderenti al CoGeVo Ancona nel Compartimento marittimo di Ancona.
Nella giornata del 05 luglio 2024, alle ore 18:00, si svolgerà un incontro con degli esperti del settore, i quali tratteranno molteplici aspetti dell’attività di pesca delle vongole e della valorizzazione del prodotto.
Gli esperti, inoltre, saranno a disposizione degli intervenuti per rispondere ad eventuali domande nel dibattito pubblico.

Si avvicina il 30 Giungo 2023 ed è prossima la scadenza della proroga concessa dalla Regione Marche alle vongolare sanbenedettesi

Si avvicina il 30 Giungo 2023 ed è prossima la scadenza della proroga concessa dalla Regione Marche alle vongolare sanbenedettesi

La pesca delle vongole avviene su base compartimentale in quanto ormai dagli anni ’90 il D.M.12 gennaio 1995, n°44 ha stabilito in maniera definitiva che le imprese di pesca possano esercitare l’attività esclusivamente nel compartimento di iscrizione, principio di fatto anche rimarcato dal’art.9 del D.M. 19 dicembre 2000.
Il Compartimento Marittimo di Ancona si estende dal fiume Cesano al fiume Chienti sino al limite delle acque territoriali italiane poste a 12 Mn dalla linea di costa.
Nel compartimento marittimo di Ancona sono autorizzate 74 imbarcazioni, tuttavia, da ormai diversi anni un importante tratto di questo compartimento è precluso alle imprese di pesca che avrebbero diritto di pescarvi.
Di contro 25 imbarcazioni iscritte nel compartimento di San Benedetto del Tronto sono state autorizzate dalla Regione Marche a sfruttare detto ambito del compartimento marittimo di Ancona.
La Regione Marche, infatti, pur riconoscendo l’obbligo di gestire la pesca delle vongole su base compartimentale, mediante l’emanazione del Regolamento Regionale del 19 ottobre 2009, n°6 ha di fatto posto in essere una deroga “transitoria” al D.M.12 gennaio 1995, n°44.
Tale deroga stabilisce che i confini dei compartimenti marittimi siano transitoriamente modificati come segue:

  • Area “A” coincidente con il Compartimento Marittimo di Pesaro, che si estende dal Gabicce ed il fiume Cesano, al cui interno operano esclusivamente le navi iscritte al compartimento di Pesaro;
  • Area “B” coincidente con la porzione del Compartimento di Ancona, che si estende dal fiume Cesano sino al punto posto a 1,1 Km a nord del punto mediano della diga foranea della foce del fiume Potenza, al cui interno sono relegate ad operare tutte le 74 imbarcazioni iscritte nel Compartimento di Ancona;
  • Area “C”, costituita dalla restante porzione del Compartimento marittimo di Ancona che va dal punto posto a 1,1 Km a nord del punto mediano della diga foranea della foce del fiume Potenza, sino al fiume Chienti, al cui interno operano in via esclusiva le 25 imbarcazioni iscritte nel Compartimento marittimo di San Benedetto del
  • Area “D”, coincidente con il Compartimento marittimo di San Benedetto del Tronto, che si estende dal fiume Chienti al fiume Tronto, al cui interno operano le restanti navi (56) iscritte nel Compartimento marittimo di San Benedetto del

La deroga, oltre a rappresentare un atto inconcepibile ed ingiustificato, ha carattere transitorio soggetto a periodico rinnovo.
La questione diviene paradossale se si considera che in questo periodo transitorio la Regione Marche avrebbe dovuto trovare una soluzione al numero di licenze di pesca del Compartimento di San Benedetto del Tronto considerato eccessivo, utilizzando anche strumenti quali la demolizione.
Purtroppo, però l’unico atto perpetrato dalla regione è il continuo rinnovo della deroga temporanea ad una condizione ritenuta illegittima dal Co.Ge.Vo. Ancona, poiché gli unici a pagare il prezzo delle politiche della regione sono i vongolari del Compatimento di Ancona e gli unici a beneficiarne sono quelli del Compatimento di San Benedetto.
Quindi il 30 giungo di ogni anno da oltre 10 anni si assiste alla stesa storia, ovvero i vongolari del Compatimento di Ancona rimangono inermi in attesa di conoscere quale sia l’intenzione della Regione Marche.
L’unica cosa certa è che l’amministrazione regionale si limita a concedere in continuazione una deroga senza adottare soluzioni concrete ne fornire proposte agli operatori.
I vongolari del Compatimento di Ancona sperano che almeno quest’anno si interrompa la condizione descritta e si stabilisca l’unica condizione di diritto possibile, ovvero che ogni vongolara peschi nel compartimento di iscrizione, come prevede la normativa vigente.

Slow Food, muove una campagna diffamatoria a danno delle vongolare del Co.Ge.Vo. Ancona

Slow Food, muove una campagna diffamatoria a danno delle vongolare del Co.Ge.Vo. Ancona

Ancona: Da qualche giorno ribalza su diverse testate giornalistiche una notizia allarmante secondo la quale il “mosciolo” di Portonovo rischia di essere “soffocato” dalla sabbia delle vongolare. Le pesanti accuse sono mosse da Slow Food di Ancona e Conero.
Come di consueto, il lavoro dei nostri associati è oggetto di continui attacchi indiscriminati ed unilaterali perpetrati senza un opportuno contradditorio, in ogni occasione la “vongolara” sembra responsabile dell’estinzione di qualche organismo marino.
Come sempre siamo costretti a leggere notizie assurde sui giornali, tuttavia, dobbiamo rilevare, come di consueto, nessuno si sia preoccupato di contattare il consorzio per sollevare direttamente alcuna problematica.
È molto più facile, evidentemente, cercare visibilità con il sensazionalismo sui giornali rivolgendosi all’opinione pubblica, piuttosto che cercare un proficuo e costruttivo confronto. Nelle sedi opportune, infatti, avremo chiesto contezza di quanto in maniera confusa e paradossale viene riportato dai giornali e, soprattutto, avremmo smontato ogni accusa.”
Il consorzio deve tutelare l’integrità dei propri associati che svolgono il proprio lavoro rispettando le regole sempre più restrittive, spesso anche imponendosi volontariamente adempimenti ulteriori. Basti pensare che il nostro Consorzio è l’unico ad aver adottato in maniera volontaria l’e-logboog (il giornale di pesca elettronico da anni già obbligatorio per altre categorie di pesca), inoltre, siamo impegnati in progetti finalizzati al controllo ed alla riduzione dell’impatto della nostra attività sulla pesca. Abbiamo addirittura un biologo marino che svolge per noi il ruolo di responsabile scientifico. Valuteremo, insomma, le azioni e le sedi opportune per tutelare la nostra reputazione.
“Ho avuto modo di leggere i vari articoli che in questi giorni sono stati pubblicati su varie testate giornalistiche sia on-line, sia sulla carta stampata – continua il Dott. Matteo De Carlo responsabile scientifico del Co.Ge.Vo. Ancona – e francamente mi sento in dovere di sollevare alcune obiezioni.”
Premetto che non entro nel merito dell’abbondanza o meno della risorsa Mitilus galloprovincialis commercializzato come “Mosciolo di Portonovo” tuttavia è innegabile che la contingente situazione climatica che ha influenzato il litorale con un innalzamento delle temperature ed uno scarso apporto di acqua dolce ha sicuramente condizionato la crescita di molti organismi marini bentonici litorali.
Se tuttavia fosse vero che il “mosciolo di Portonovo” ha difficolta nella riproduzione e nella crescita, in ogni modo, prima di cercare colpevoli, probabilmente mi chiederei se il sistema di gestione dei banchi naturali di mitili sia corretto o meno.
Vorrei, infatti, ricordare che il Mitilus galloprovincialis è uno dei pochi organismi marini che ben si presta all’attività di molluschicoltura tanto che gli esemplari allevati crescono in maniera completamente naturale ovvero senza apporto di alimenti o farmaci e sono soggetti pressoché agli stessi fenomeni naturali dei mitili che crescono adesi agli scogli nei banchi naturali come appunto il “mosciolo di Portonovo”.
In qualità di biologo marino seguo da molti anni il settore dell’allevamento dei mitili nella regione Marche e ho all’attivo la progettazione di numerosi impianti ho, quindi, potuto notare è che negli ultimi periodi si è assistito ad uno spostamento nel tempo delle fasi crescita.
Ciò premesso apprendo dagli articoli di giornale di una confusa strategia accusatoria rivolta verso il mestiere dei vongolari del compartimento di Ancona, secondo la quale le vongolare siano responsabili di “danneggiare la crescita e la riproduzione” del mosciolo di Portonovo.
Quando si procede nel proferire un certo tenore di accuse sarebbe opportuno che le stesse siano supportate da dati incontrovertibili e non frutto di “teorie” casalinghe, soprattutto se le stesse vengono poi pubblicizzate con tanta violenza mediatica.
Ritengo necessario precisare alcuni elementi essenziali del mestiere della pesca delle vongole (Chamelea gallina) al fine di contestare le informazioni erroneamente riportate.
In primo luogo bisogna premettere che le vongolare del Compartimento di Ancona negli ultimi anni hanno esercitato la loro attività in aree decisamente distanti da quella di interesse del “mosciolo di Portonovo”. Circostanza facilmente dimostrabile poiché ogni vongolara dal 2016 è dottata di un sistema GPS o AIS i cui dati di posizionamento geografico sono registrati in tempo reale, ma soprattutto, vorrei ricordare come la pesca delle vongole è proibita all’interno delle 0,3 Mn.
Già questa considerazione sarebbe sufficiente a smentire le affermazioni riportate negli articoli, tuttavia, ritengo opportuno approfondire ulteriori aspetti che possono sconfessare le accuse professate.
A discapito del nome la “turbosoffiante” non è in grado di sollevare chissà quali quantità di sabbia e fango, come si vuole far intendere negli articoli, nei quali per altro non si spiega effettivamente quale sia il nesso causale tra pesca delle vongole e eventuale moria dei mitili nei banchi naturali.
La vongolara, infatti, tramite un getto di aria e acqua a bassa pressione (1-1,5 atm) tende a risospendere una parte superficiale di sedimento marino in un ambito locale che interessa uno strato limitato della colonna d’acqua.
È facilmente comprensibile che l’attività descritta non può in alcun modo nuocere ai banchi naturali di mitili, soprattutto, se tali non sono nemmeno posti nelle vicinanze delle zone di pesca.
Potrei quindi attingere ad una nutrita bibliografia scientifica afferente a prestigiosi istituti di ricerca nazionali ed esteri che sicuramente in maniera più autorevole di me hanno trattato il tema in questione sconfessando gli assunti riportati in questi giorni dalla stampa, ma sicuramente ci saranno occasioni e sedi più appropriate.
Vorrei però concludere ricordando come l’attività esercitata dalle vongolare contribuisce alla risospesine della materia organica depositata sul fondale marino e come tale processo aiuti alla distribuzione dei nutrienti a livelli trofici superiori e di conseguenza, indirettamente anche a beneficio delle altre comunità bentoniche poste in prossimità delle aree di pesca”.
“Le accuse sono a dir poco temerarie e sperò di avere occasione per analizzare i dati posti alla base della loro formulazione e soprattutto di conoscere chi ne ha curato la raccolta e la rielaborazione. Normalmente è così che si dovrebbe procedere.”
Riportiamo in calce all’articolo alcuni dei link alle testate giornalistiche che hanno diffuso le notizie false e tendenziose:
https://www.corriereadriatico.it/ancona/ancona_mosciolo_portonovo_adesso_rischio_sabbia_vongolare_soffocano_ultime_notizie-7311697.html
https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/dal_mare/2023/03/25/slow-food-a-rischio-mosciolo-selvatico-di-portonovo_69ef5149-73b8-4fb1-9900-c0b97ab46ee9.html